SIAE e COLLECTING : GRAZIE A FRANCESCHINI PER IL NUOVO SOSTEGNO AL SETTORE

“Apprendiamo con gratitudine ed entusiasmo della firma oggi di un nuovo decreto da parte del ministro Dario Franceschini a sostegno della musica. Questo ulteriore atto dimostra la sensibilita’ del Governo nel sostenere con azioni concrete il nostro settore duramente colpito dalla crisi pandemica che ancora ad oggi non sembra arrestarsi”. Lo dichiara in una nota il presidente Siae Giulio Rapetti Mogol a seguito della firma da parte del ministro della Cultura di un decreto che destina complessivamente 50 milioni di euro al settore musicale. “Apprezziamo molto l’iniziativa del Governo e siamo certi che dara’ una bella boccata d’ossigeno agli artisti. Noi siamo pronti a fare la nostra parte nel corrispondere il dovuto a chi piu’ ne ha bisogno”, commenta il presidente di Nuovo Imaie Andrea Micciche’. “Si tratta di una notizia positiva per il settore della gestione dei diritti musicali duramente colpito dai vari lockdown e ringraziamo il ministro Franceschini per questo intervento di emergenza”, aggiunge il presidente di Scf, Enzo Mazza. L’amministratore delegato di GetSound Alessandro Angrisano esprime “soddisfazione e apprezzamento per le misure appena varate da Franceschini, essenziali per il settore della musica indipendente, particolarmente colpito dagli effetti della pandemia”. Infine, Massimo Benini di Evolution tiene a dire che “in questo periodo di grande incertezza la notizia del nuovo decreto firmato oggi dal ministro Franceschini e’ un segnale importante e di grande attenzione per il nostro settore messo duramente alla prova da questa crisi pandemica”.

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SIAE: Mogol: grazie a Draghi per impegno su cultura

(ANSA) – ROMA, 18 FEB – “Quanto detto ieri in Senato dal Presidente Draghi rispetto alla circostanza che la ripresa delle attività culturali è ancora più importante della ripresa economica ci riempie il cuore di speranza. Siamo certi – afferma il Presidente SIAE Giulio Rapetti Mogol – che il Presidente del Consiglio insieme con il ministro della Cultura Franceschini sosterranno progetti di investimento strategici per rilanciare l’industria culturale. SIAE con i suoi associati e le sue strutture, con un patrimonio di quasi 140 anni di esperienza, è pronta a fare la sua parte e a dare il suo contributo”.

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Blandini (Siae): dati Osservatorio sono un bollettino di guerra

Spettacolo, Roma, 18 feb. (AgCult) – “In un periodo in cui stiamo combattendo una battaglia durissima contro un nemico invisibile i nostri dati somigliano ad un vero e proprio bollettino di guerra. È importante capire anche quali conseguenze lascerà questa lunga e difficile fase sulle abitudini delle persone quando sarà possibile tornare alla normalità. Come Società Italiana degli Autori ed Editori è nostro preciso dovere assicurare che venga fatto tutto il possibile affinché il patrimonio artistico e culturale, che contribuisce sensibilmente alla crescita economica del nostro Paese, riceva la giusta attenzione in termini di strategie, programmazione e sostegno finanziario, per poter ripartire e riprendere il suo sentiero di crescita”. Lo ha detto il Direttore Generale SIAE Gaetano Blandini commentando i dati diffusi dall’Osservatorio dello Spettacolo SIAE relativi all’impatto del Covid-19 su tutto il 2020.

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Mogol: settore paga prezzo altissimo della pandemia

Spettacolo, Mogol: settore paga prezzo altissimo della pandemia Roma, 18 feb. (AgCult) – “La crisi epocale determinata dall’emergenza sanitaria e dalle conseguenti misure per contrastarla sta facendo pagare un prezzo altissimo al settore dello spettacolo, di cui fanno parte quei creatori di felicità per la nostra collettività che sono i compositori e gli artisti della musica, del cinema, del teatro e della letteratura nonché i lavoratori che ne supportano l’attività”. Lo ha dichiarato il Presidente SIAE Giulio Rapetti Mogol commentando i dati diffusi dall’Osservatorio dello Spettacolo SIAE relativi all’impatto del Covid-19 su tutto il 2020. “La diffusione della cultura è essenziale non solo per l’economia italiana ma per la stessa qualità della vita e per questo rappresenta qualcosa di più di uno dei tanti settori da salvare nell’attuale situazione”.

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ANSA : Blandini, ripartenza spettacolo non sarà facile

ROMA, 18 FEB – “Da un anno siamo in trincea, i dati che pubblichiamo oggi io li vedo così, come un bollettino di guerra. E sperare in un futuro migliore non basta, perché anche ripartire per lo spettacolo non sarà per nulla facile”. Una vita spesa nella gestione dei problemi del cinema e dello spettacolo dal vivo, il dg Siae Gaetano Blandini non ce la fa stavolta a non vedere nero. Perché se è vero che i dati 2020 certificano una crisi senza precedenti per l’industria culturale italiana, dal teatro alla musica, dal cinema alle mostre, le discoteche i piano bar, i circhi, è vero pure che la ripresa è ancora lontana e che tanti mesi di serrande abbassate e di sipari chiusi hanno cambiato le cose e pure le abitudini del pubblico. “Inutile illuderci, cambierà tutta la filiera, cambierà la fruizione – spiega il manager in una conversazione con l’ANSA – e noi questo cambiamento dobbiamo capirlo e reinventarci: dobbiamo studiare come e farlo subito, perché siamo già in ritardo”. La Siae si sta attrezzando, anticipa, “il mese prossimo contiamo di aprire una nuova struttura di innovazione e strategie”. Ma è un sforzo che il settore chiede anche al nuovo governo. “I ristori hanno fatto bene e sono importanti, però non bastano – dice Blandini- servono fondi, ma anche tavoli per capire come investire su nuovi modelli di fruizione culturale che sicuramente ci saranno”. Un compito da affrontare subito, ribadisce, perché l’industria culturale in Italia “è una delle prime forze del Paese, merita pari dignità rispetto al turismo”. E le migliaia di lavoratori del comparto devono essere aiutati, in termini economici, ma anche di riqualificazione. Il dg Siae cita l’esempio dei concerti live, tra i più colpiti dalle conseguenze della pandemia: “è un settore che dava lavoro a migliaia e migliaia di persone e che ora è fermo da mesi, per loro la ripartenza è anche più lontana”. Nel disastro generale ci sono comparti più indietro di altri: “il cinema per esempio soffre, sconta il dramma delle sale chiuse. Ma ha comunque ripreso un po’ a lavorare, si organizzano set in sicurezza, le produzioni stanno ripartendo”. Il teatro invece no, “tutto lo spettacolo dal vivo è drammaticamente fermo”. Come i concerti. “E se i grandi nomi hanno la forza per resistere – argomenta Blandini – non possiamo pensare altrettanto dei quasi 90 mila nostri associati che vivevano cantando e suonando nelle piazze e nei piccoli teatri: nel solo 2019 la Siae ha raccolto da questi concerti 390 milioni di euro, cosa ne sarà di tutto questo lavoro e di tutte queste persone se non troveremo un modo per reinventarci?” Da qui una dichiarazione di intenti che è anche un appello al neonato esecutivo: “come Società Italiana degli Autori e degli Editori è nostro preciso dovere assicurare che venga fatto tutto il possibile affinché il patrimonio artistico e culturale che contribuisce sensibilmente alla crescita economica del nostro Paese riceva la giusta attenzione in termini di strategie , programmazione e sostegno finanziario”. Per conquistare il futuro, conclude il dg, servono “investimenti strutturali e progetti che consentano ai lavoratori del settore oltre che alle aziende, di affrontare l’inevitabile cambiamento. Senza farsi travolgere”. (ANSA).

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Mogol “buon lavoro a Draghi bentornato Franceschini”

A nome degli oltre 90 mila associati della Società Italiana Autori ed Editori desidero formulare i migliori auguri di buon lavoro al Prof Mario Draghi, che ha il prestigio e soprattutto le competenze per guidare il nostro Paese fuori dall’emergenza e rilanciarlo anche a livello internazionale. Come pure esprimo soddisfazione per la conferma di Dario Franceschini che ha lavorato benissimo al ministero della cultura. “. Lo dice il presidente della Siae Giulio Rapetti Mogol

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Gli Autori e Gli Artisti con SIAE per recepimento Direttiva UE sul Diritto d’Autore

Fate presto, fate subito! E’ l’appello del mondo dello spettacolo autoriale alla politicaperché recepisca al più presto la nuova direttiva europea sul copyright costringendo legrandi piattaforme a versare il giusto compenso agli autori per il saccheggio delle loroopere che hanno consentito ai giganti del web di crescere esponenzialmente a costozero o quasi. “Dobbiamo batterci perché quello che sta avvenendo è immorale se nonpaghiamo le tasse ci fanno un mazzo così, perché questi non devono pagare le tassenel nostro Paese? Quello che danno sono solo mancette ma in un momento di grandedisoccupazione il raggiungimento di questo obiettivo darebbe un po’ di speranza: il dirittod’autore è sacro, senza di questo non avremo grandi opere ma opere modeste”, avverteun insolitamente barricadero Carlo Verdone, in prima linea con la siae, la società italianadegli autori e degli editori, che ha chiamato a raccolta artisti e produttori per unabattaglia antica ma ancora non vinta. “Nel mondo dell’industria i brevetti sono semprerispettati e il diritto d’autore cos’è se non il brevetto di artisti e creativi?” chiede incollegamento da Milano, Caterina Caselli, indimenticabile casco d’oro della canzoneitaliana da anni straordinaria promotrice di talenti musicali, da Elisa a Bocelli, aiNegroamaro. Il blocco totale dello spettacolo per l’emergenza pandemia e i conti inrosso della siae rischiano di tagliare le ali soprattutto ai più giovani, i più fragili. Erano intanti collegati o in presenza a dare manforte a mogol, Giulio Rapetti, il presidente dellasiae che dopo aver incassato l’approvazione a Strasburgo della direttiva sul copyrightora chiede al Parlamento di recepirla in tempi stretti, approfittando del consensobipartisan di maggioranza e opposizione. Ma non di Grillo, come sottolinea il suo amicogenovese come lui, gino paoli in un appassionato intervento nel quale ha chiesto diriequilibrare il rapporto di forza tra piattaforme web e mondo autoriale perché oggi ètotalmente a favore delle piattaforme in streaming e chi non lo capisce “è in malafede oè un cretino”. “Solo i 5 stelle sono contrari, ho parlato più volte con Grillo, anche la suaopera è protetta dalla siae e non capisco come sia possibile prendere questi soldi edessere contro la siae: il diritto d’autore è stato creato da gente con le palle per tutelare la possibilità di un autore di vivere con la sua opera”, dice il cantautore.La legge è ora al Senato. Con i tempi lumaca del Parlamento potrebbe essere approvatain via definitiva tra un anno e mezzo. Fuori tempo massimo per dare ossigeno allamusica, al teatro, al cinema e tutti quei settori saccheggiati finora dai giganti del web,editoria compresa. E’ andrea purgatori, giornalista e autore, a nome delle maestranze adare l’idea delle cifre in ballo, a partire da Netflix. “Nei primi tre mesi del lockdown haaumentato di 16 milioni i suoi abbonati, con un aumento di fatturato di 20 miliardi didollari, bisogna far capire a questi signori che devono accettare che i loro profittivengano equamente divisi con gli ha permesso di esistere, di diventare miliardari e dinon pagare le tasse in questo Paese”, spiega Purgatori

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10 proposte per salvare la musica in Italia.

LA CRISI DEL SETTORE MUSICALE AL TEMPO DEL COVID-19

LA NECESSITA’ DI UN INTERVENTO MIRATO PER SALVARE UNA FILIERA

10 PROPOSTE
PER SA LVA RE LA MUSICA IN ITA LIA

La filiera m usicale italiana costituisce un insieme di vibranti e creative realtà che non rappresentano solo una rilevante espressione della cultura del nostro Paese ma anche un comparto industriale complesso e ramificato che si esprime solo nella fase finale in un concerto dal vivo o in una registrazione discografica.

Com plessivam ente, secondo gli ultim i dati di Italia Creativa, raccolti da EY, l?intero complesso musicale vale quasi cinque m iliardi di euro, occupando oltre 16 9 m i l a p e r s o n e .

Un settore che direttam ente rappresenta artisti, autori, editori, etichette discografiche, produttori di eventi live, lavoratori e tecnici con specifiche competenze, oltre ovviam ente a tutto l?indotto indiretto e alla gestione e distribuzione di royalty agli aventi diritto e i media collegati (piattaform e digitali, radio, TV).

LA CRISI DEL COVID-19 E IL BLOCCO DELLE ATTIVITÀ

Con il decreto del 4 m arzo 2020 il Governo ha sospeso le m anifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura. In seguito sono state chiuse, prim a a livello locale, poi a livello nazionale tutte le attività com m erciali incluse ovviam ente anche gli esercizi attivi nel com m ercio di m usica registrata. L?im patto di tali interventi è subito em erso nella sua m agnitudine.

Secondo le stim e di Assom usica, a fine stagione estiva am m onteranno a circa 350 m ilioni di euro le perdite per il solo settore del live. A questo danno vanno aggiunte poi anche le perdite legate all’indotto, che l?Associazione stim a in circa 600 m ilioni di euro. A livello di econom ia del lavoro, solo per gli eventi di m usica popolare contem poranea lavorano circa 60 m ila persone, famiglie e imprese che necessitano di uno sforzo e un supporto finanziario straordinario e duraturo da parte delle Istituzioni. A questo si sono ben presto aggiunti i danni relativi al m ancato versam ento dei diritti d?autore e connessi, in relazione alla m ancata attività dal vivo ed alla chiusura degli esercizi com m erciali, discoteche, palestre, ad altri luoghi di aggregazione.

Il potenziale danno, per gli autori e per gli editori m usicali, è stim ato da Siae in term ini di mancati incassi per diritto d?autore, per il 2020, a causa del lock down e delle sue conseguenze in circa 200 m ilioni di euro, cifra destinata a crescere esponenzialm ente in base alla durata dell?em ergenza sanitaria ed in base alle tem pistiche di graduale riapertura delle diverse attività.

Le vendite di prodotto fisico (CD e vinili) sono crollate di oltre il 70 % tra m arzo ed aprile (dati FIMI) e anche il digitale, a causa della contrazione di novità in uscita (per l?im possibilità di presentare novità e per la chiusura delle sale di registrazione) non è in grado di com pensare il declino generale. Si prevede un durissim o contraccolpo con oltre 100 m ilioni di m ancati ricavi solo nel 2020.

GLI EFFETTI SUL LAVORO

Il ferm o delle attività ha prodotto in poche settim ane effetti catastrofici sull?occupazione del settore. Se si considerano i num eri del 2019 della Fondazione Sym bola, che include tutti lavoratori della ?event industry?il num ero di lavoratori im piegati nel 2019 era di 416.080 addetti. Questo porta il num ero di persone che oggi non stanno lavorando a circa 374.000.

In questo m om ento, dunque, a seconda delle stim e, ci sono tra le 300.000 e le 380.000 persone legate al m ondo dello spettacolo e della cultura che in Italia non stanno lavorando. In questo am bito la gran parte è legata al settore m usicale. Non si tratta solo del ferm o di artisti e m usicisti. Con il blocco delle attività sono ferm i tecnici, operai, m acchinisti, fonici e tecnici di sala di registrazione, titolari e dipendenti di esercizi com m erciali di prodotti m usicali. Piccole strutture com e i live club sono in grave sofferenza.

GLI INTERVENTI DEL CURA ITA LIA

Nelle scorse settim ane il Governo ha adottato alcune m isure con il decreto Cura Italia. Tali m isure sono risultate essere solo parzialm ente utili per im prese del settore m usicale e per i lavoratori del settore.

In particolare, l?articolo 89, che istituisce nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turism o due Fondi volti al sostegno dei settori dello spettacolo, del cinem a e dell?audiovisivo a seguito delle m isure adottate per il contenim ento del COVID-19, con uno stanziam ento com plessivo, per il 2020, di 130 m ilioni di euro. Nello specifico, si dispone che un Fondo è di parte corrente e ha una dotazione di 80 m ilioni di euro; l?altro è di parte capitale e ha una dotazione di 50 m ilioni di euro. Le m odalità di ripartizione e assegnazione delle risorse agli operatori dei settori, inclusi artisti, autori, interpreti ed esecutori, “tenendo conto altresì dell?im patto econom ico negativo conseguente all?adozione delle m isure di contenimento del COVID-19” devono essere definite con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turism o, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge.

Tale previsione non include le im prese m usicali, ed in particolare produttori fonografici ed editori m usicali. Em endam enti presentati da vari gruppi parlam entari in Senato per estendere tale stanziam ento al settore m usicale non sono state accolte.

Gli stessi 600 euro per i lavoratori dello spettacolo non coprono tutte le realtà di lavori a chiam ata e ad interm ittenza, che m eritano invece protezione e sostegno in questa fase di chiusura delle attività.

LA CRISI DI LIQUIDITÀ E IL RISCHIO DI DEFAULT DEL SETTORE MUSICALE

Con la crisi del Covid-19, da febbraio 2020 m oltissim e im prese m usicali in Italia stanno subendo un vertiginoso crollo dei fatturati, che sta prosciugando la liquidità, a fronte di esborsi che restano necessari (fornitori,dipendenti,fisco,banche).

Le riserve di cassa si stanno azzerando rapidamente e tante imprese non riusciranno a far fronte ai pagam enti con una diffusa crisi di solvibilità nel settore, anche per im prese con bilanci solidi prim a del Covid-19.

GLI INTERVENTI URGENTI

La particolare connotazione del settore m usicale, a cavallo tra cultura e industria e con un alto fattore di rischio d?im presa, legato alla volatilità del prodotto, i cui ritorni di investim ento spesso sono in grado solo di ripagare una grande fetta di prodotti che non hanno raggiunto il breakeven ne fa un settore fragile e ad alto rischio. Le m isure più efficaci da assum ere con urgenza sono tante.

Qui di seguito 10 proposte per salvare la filiera. N.1

Aum ento del fondo em ergenze (Art. 89 ? DL Cura Italia) a 200 m ilioni ed elaborazione di criteri oggettivi per la ripartizione del Fondo Em ergenze di cui all?art. 89 per i settori culturali colpiti dalla pandem ia; le risorse dovrebbero essere allocate prendendo com e param etro di riferim ento le percentuali effettive di calo di fatturato, in m aniera m isurabile e certa, con una quota di riparto preferenziale per quei soggetti e quelle imprese che non usufruiscono di contributi pubblici e che quindi non godono di una rete di protezione. In questa fase di azzeram ento dei consum i, è essenziale e im prescindibile difendere i soggetti più vulnerabili e m eno protetti dalle pubbliche istituzioni. È altresì im prescindibile non fare differenziazioni di genere, garantendo quindi il sostegno a tutti i settori dell?industria m usicale, dal live, alle im prese fonografiche e all?editoria m usicale.

N.2
Un contributo a fondo perduto per i m esi perduti a causa del lockdown alle im prese m usicali.

N.3

Sospensione di tasse e contributi per le industrie del settore musica per l?esercizio 2020, posticipando le contribuzioni con un m eccanism o di rateizzazione pluriennale. Ricordando che la discrim inante del calo di fatturato nel periodo di em ergenza non è un m etro sufficiente di valutazione tenendo conto che molte fatture non vengono saldate per mancanza di liquidità e che alcuni com parti del settore m usica, com e il diritto d?autore e i diritti connessi, subiranno un im patto negativo ancora superiore a quello attuale nei prossim i due anni.

N.4

Estensione della durata dei voucher da 12 a m inim o 18 m esi per i concerti annullati (art. 88 DL Cura Italia).

N.5

Creazione di un bonus cultura per le famiglie (estendendo l?attuale bonus per i diciottenni). L?estensione del tax credit per le produzioni m usicali, oggi previsto solo per l?opera prim a, seconda e terza a tutte le produzioni, così com e avviene nel cinem a.

N.6

IVA al 4% per la m usica e lo spettacolo, così com e avviene per i libri. La discrim inazione sull?im posta è storicam ente incom prensibile e lo è tutt?ora in questa fase di crisi sistem ica nella quale è necessario al più preso rilanciare i consum i.

N.7

L?annunciato ?reddito di em ergenza? deve coinvolgere anche figure anom ale, contratti a chiam ata e precari vari, del settore dello spettacolo ad oggi non ricom presi nell?articolo 38 relativo all?indennità ai lavoratori dello spettacolo, articolo che ha introdotto troppe variabili che esclude m oltissim i lavoratori.

N.8
Revisione delle pendenze erariali per gli organizzatori di spettacoli dal vivo per appianare tutte

le asim m etrie nell?applicazione dell?IVA sugli spettacoli dal vivo. In particolare:

  • –  occorre precisare che l?IVA sulle ?prestazioni di spettacolo?deve essere un?IVA agevolata al 10% anche sulle operazioni funzionali e che sono connesse alla realizzazione dello spettacolo e alla connotazione artistica del m edesim o (e cioè l?IVA deve essere agevolata anche per il service fonico e di luci che sono orm ai im prescindibili e necessarie, com e anche per i num erosi facchini che devono essere parte delle troupes);
  • –  in deroga all?attuale sistem a, per settore della m usica popolare contem poranea e dei prom oter in particolare chiediam o una com pensazione dell?IVA rapida e im m ediata: la categoria deve già lavorare con contratti che i piccoli comuni onorano con 18 mesi di ritardo; alm eno il rim borso IVA deve essere in questo 2020 rapido e tem pestivo, entro 30/45 giorni. Ovvero articolare un sistem a di com pensazione funzionale ed efficiente per questa fase di crisi dovuta al Co-vid-19;
  • –  superam ento del regim e di ?Split Paym ent?: in questo m om ento di contrazione totale dei consum i diventa necessario il superam ento di questo regim e che ha azzerato la liquidità delle aziende, specie quelle che lavorano con la pubblica am m inistrazione N.9 Apertura di un tavolo tecnico di confronto con il Comitato tecnico-scientifico e la Task Force presieduta dal Dott. Colao con la presenza di una rappresentanza delle Associazioni in grado di fornire indicazioni sugli strumenti di controllo e prevenzione da adottare in futuro alla ripresa delle attività ?live?. In questa sede dovranno anche essere studiati sistem i per la form azione del personale di sicurezza sull?utilizzo delle strumentazioni ? come termoscanner ? per la ripresa dell?attività dei concerti live. N .10
    Certezza sui tem pi per la ripresa delle attività ai fini di una efficace program m azione dei lavori. *** Insiem e a queste m isure non possiam o dim enticare l?im portanza di una corretta approvazione della direttiva Europea sul copyright, strum ento che se già in passato era considerato essenziale per proteg-gere i diritti degli artisti, degli autori e delle im prese, oggi diventa di straordinaria urgenza.
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COVID-19 E LA CRISI DEL SETTORE MUSICALE

LA NECESSITÀ DI UN INTERVENTO MIRATO PER SALVARE UNA FILIERA

10 proposte per salvare la musica in Italia

Milano, 20 aprile 2020 – Le principali associazioni che rappresentano l’intera filiera imprenditoriale della musica, dal live alle case discografiche, e gli editori musicali, hanno trasmesso oggi al Presidente del Consiglio Conte e ai Ministri dei beni Culturali e dell’Economia, Franceschini e Gualtieri, una serie di interventi evidenziando lo stato di crisi dell’intero comparto e la necessità di misure urgenti. Un settore che, secondo i dati di Italia Creativa raccolti da EY, vale quasi cinque miliardi di euro, occupando oltre 169 mila persone.

Le associazioni firmatarie, AFI, Anem, Assomusica, FEM, FIMI e PMI hanno descritto una situazione drammatica che potrebbe protrarsi per lunghi mesi, soprattutto con riferimento al blocco degli eventi.

Con il decreto del 4 marzo 2020 il Governo ha

sospeso le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi

natura. In seguito sono state chiuse, prima a livello locale poi a livello nazionale, tutte le attività commerciali

inclusi ovviamente anche gli esercizi attivi nel commercio di musica registrata.

L’impatto di tali interventi è subito emerso nella sua magnitudine. Secondo le stime di Assomusica, a fine stagione estiva ammonteranno a circa 350 milioni di euro le perdite per il solo settore del live. A questo danno vanno aggiunte poi anche le perdite legate all’indotto, che l’Associazione stima in circa 600 milioni di euro. A livello di economia del lavoro, solo per gli eventi di musica popolare contemporanea lavorano circa 60 mila persone: famiglie e imprese che necessitano di uno sforzo e un supporto finanziario straordinario e

duraturo da parte delle Istituzioni.

A questo si sono ben presto aggiunti i danni relativi al mancato versamento dei diritti d’autore e connessi, in relazione alla mancata attività dal vivo e alla chiusura degli esercizi commerciali, discoteche, palestre ed altri luoghi di aggregazione. Il potenziale danno, per gli autori e per gli editori musicali, è stimato da Siae in termini di mancati incassi per diritto d’autore, per il 2020, a causa del lockdown e delle sue conseguenze in circa 200 milioni di euro, una cifra destinata a crescere esponenzialmente in base alla durata dell’emergenza sanitaria e in base alle tempistiche di graduale riapertura delle diverse attività. Le vendite di prodotto fisico (CD e vinili) sono crollate di oltre il 70% tra marzo e aprile (dati FIMI) e anche il digitale, a causa della contrazione di novità in uscita (per l’impossibilità di presentare novità e per la chiusura delle sale di registrazione) non è in grado di compensare il declino generale. Si prevede un durissimo contraccolpo con oltre 100 milioni di mancati ricavi solo nel 2020. Drammatici anche gli effetti sul lavoro. Il fermo delle attività ha prodotto in poche settimane effetti catastrofici sull’occupazione del settore con centinaia di migliaia di musicisti, tecnici, ecc. di

fatto senza attività e con prospettive potenzialmente tragiche dal punto di vista economico.

Gli interventi richiesti coprono interventi urgenti a fondo perduto, manovre

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Lettera AFI – ANEM – FEM – FIMI – PMI al Ministro Franceschini

Spett.le
MIBACT
Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo C/a Egr. Ministro Dario Franceschini

Illustrissimo Ministro,

abbiamo letto con attenzione il comunicato del MiBACT in riferimento all’emanando Decreto sull’equo compenso e concordiamo con la posizione espressa che rigetta illazioni e ricostruzioni strumentali anche in danno degli aventi diritto.

Le nostre organizzazioni rappresentano una vasta area dell’industria creativa e tutti noi abbiamo avuto modo di sottoporre le nostre posizioni in merito alla bozza di decreto entro lo scorso 30 Marzo, evidenziando il buon lavoro fatto fino ad oggi.

Pur considerando il fatto che altri Paesi attenti alla tutela del diritto d’autore, quali ad esempio la Francia, abbiano recentemente adottato nuove tariffe, anche più elevate di quelle proposte nella bozza italiana, intendiamo rappresentare con grande responsabilità e senso istituzionale il nostro più deciso sostegno all’adozione delle tariffe proposte dal Comitato Consultivo Permanente per il diritto d’autore e contenute nel decreto stesso che mantengono sostanzialmente l’impianto originale del decreto, pur essendo rimodulate in linea con i cambiamenti tecnologici e di mercato, e che di fatto lascerebbero invariato o quasi il gettito complessivo in favore di tutta la filiera degli aventi diritto.

Quello che riteniamo rilevante sono i tempi.

La situazione di grave deterioramento del settore dei titolari dei diritti richiederebbe in questa fase anche certezze e prospettive, elementi che il prossimo decreto, qualora adottato con urgenza, così come proposto alle categorie, consentirebbe di ottenere.

Certi della sua comprensione le inviamo i più cordiali saluti

Il Presidente FIMI

Enzo Mazza

Il Presidente PMI

Mario Limongelli

Milano, 8 Aprile 2020

Il Presidente A.F.I.

Il Presidente ANEM

Il Presidente FEM

Paolo Franchini

Sergio Cerruti

Toni Verona

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